Parigi

Abbiamo abitato
in cima al mondo
e guardato da finestre oblique
dai tetti
il brulicare di sotto
delle strade.
E quando siamo scesi
di gradino in gradino
e abbiamo varcato i portoni
abbiamo preso treni veloci
e guardato fiumi e sorgenti
e folle di uomini
sospese sui ponti,
ci siamo chiesti a vicenda
dove fosse l’inizio
della campagna,
dove il capolinea del treno,
e forse nelle mani giunte
nella vicinanza
che possiamo costruire
sui tetti
nelle metropolitane
nei bassifondi
sulle cime,
nei piccoli anfratti
dove abitiamo,
nei metri quadrati,
qui:
in ogni luogo,
l’inizio e la fine.

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