Perché si cede all’ascesa,
e non si intraprende,
soltanto si viene,
si viene qui per cedere.
Ed io cedo contenta,
vittoriosa,
per poi scalare una montagna
morbida come una voce.
E rilassata tremo.
Improvvisamente non separata,
ma superata,
esisto talmente tanto
che sparisco qui,
al cospetto dell’assoluto
mescolarsi e sintonizzarsi
delle singolarità.
Scemare e svettare
di un’anima, di un coro.
L’anima è un coro.
E l’altrimenti non esiste.
E non c’è cesura
tra qui e Dio.

(07/04/2014)

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