Il mondo sarà già cessato, qualcuno si sarà rifiutato di emettere un giudizio universale. Uno per uno varcheremo le circostanze e il bene e il male. Le macerie troveranno l’ultimo coraggio, quello della polvere.
Parlotteremo tutti e diremo le nostre false conclusioni su ciò che è stato crescere e morire, mentre le porte della gioia si spalancheranno come un volto che sorride.
Ognuno chiamerà il suo dio, io chiamerò l’uomo. Penserò a tutti gli incontri che ho fatto e all’improvviso resterò attonita, mi verrà un silenzio più grande. Qualcuno mi chiederà delle motivazioni che non ho, qualcuno vorrà le sentenze ed io non ce l’ho. Tarderò ancora, resterò in quel grande silenzio, non dirò nulla su di te. Perché davanti a ciò che sei voglio essere sempre in ritardo.
Cercherò tra tutti i volti il tuo per vedere se è una porta aperta, e attenderò che si apra in un sorriso. Attenderò davanti al tuo volto, e il mio diventerà una preghiera.
Cercherò ancora gli uomini, cercherò l’umanità.

(18/06/2014)

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