Poi quello che sono si nascose
nella consapevolezza
di essere troppo forte
per apparire.
Poi si pentì di essersi nascosto
nella consapevolezza
di non poter essere compreso,
così distante dall’apparenza,
così intimo, profondo
sotto strati di realtà.

E sempre appariva in piccoli abbagli,
faceva capolino
nel tempo piccolo di attimi rapaci,
in fulmini improvvisi sul volto.
E sempre appariva per poco
il suo molto
incendio sotterraneo
per celarsi di nuovo
– stanchi sarebbero tutti i fiori
e pigre le radici
se restasse evidente –
per celarsi di nuovo di nuovo
con un ingenuo sorriso.

E il rinnovato sguardo antico
sul mondo
lascia il mondo a se stesso
e pure il divenire,
crescere e cadere,
faccia pure senza di me,
che forse ciò che tanto ho nascosto
ed ora urlo per far apparire
venire al mondo
è il segreto di una foglia
crescere e cadere.

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