È talmente tanto
che solo per te
si estende a tutto
l’universo.

Ed esclusivo
non esclude,
e gli uccelli singhiozzano
e i bambini ridono nel parco,
dove gli alberi stanno
e stanno con il vento.
In un abbraccio.

È talmente tanto
che non esclude
neanche me,
che da me sono altro,
e sono tanto
oppure l’universo.

E dal momento che sei,
posso dire che sono.

Perché dal vento
ho scoperto faccia sferzata,
e poi ho scoperto faccia.
E dal misero tuo sorriso
ho scoperto tanto e infinito
provare a crescere
e misurare.

E senza misure
ho scoperto il mondo,
scegliendo un solo cardine,
un passo,
un piccolo cosmo.
Un parco ben delimitato
e preciso.

E dagli uccelli
ho scoperto la terra,
e dai bambini le madri.
E dagli alberi
ho scoperto le corse
e i miei piedi.
E ora ho scoperto
la voce.

Ai bambini,
agli uccelli,
al vento.
Solo per te
si estende a tutto
l’universo.
E a me,
infine a me,
una sorpresa.

Di lento
comparire e scomparire
tra luce ed ombra,
di lento
non escludersi.

Faccia a faccia,
vivere e morire.

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